I sistemi di intelligenza artificiale possono utilizzare grandi quantità di informazioni per produrre contenuti, formulare previsioni o sostenere processi decisionali. Quando queste informazioni comprendono dati personali, il loro utilizzo deve rispettare le regole europee sulla privacy e sulla protezione dei diritti fondamentali.
L’AI Act non sostituisce il Regolamento generale sulla protezione dei dati, ma si affianca ad esso. Le organizzazioni devono quindi valutare quali dati vengono raccolti, per quale finalità sono utilizzati e per quanto tempo vengono conservati. Particolare attenzione è necessaria quando l’IA interessa ambiti delicati come salute, istruzione, lavoro, servizi pubblici o identificazione biometrica.
Anche nei progetti europei la protezione dei dati deve essere considerata fin dalla fase di ideazione. Analisi dei rischi, accessi controllati, informazioni chiare agli utenti e adeguate misure di sicurezza aiutano a sviluppare servizi digitali più affidabili. L’obiettivo è utilizzare le potenzialità dell’intelligenza artificiale senza trasformare l’innovazione in una minaccia per la riservatezza e l’autonomia delle persone.
Progetto finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per l’annualità 2023 a valere sul Fondo per il finanziamento di iniziative e progetti di rilevanza nazionale ai sensi dell’art. 72 del Decreto legislativo n. 117/2017.












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