“Proteggere meglio i bambini negli ambienti digitali è un imperativo”

19 Aprile, 2023
a cura di Associazione Fibonacci

Opportunità e rischi della digitalizzazione per l’educazione e la cura della prima infanzia sono l’oggetto di un nuovo rapporto Ocse che delinea una road map per aiutare i responsabili politici ad adottare un approccio coerente alla digitalizzazione e al supporto dei bambini.

In Italia i bambini si avvicinano al digitale più tardi della media e la scuola è ancora in ritardo nell’affrontare la trasformazione digitale. Ma qualcosa si muove anche grazie al Pnrr. Dato che la digitalizzazione sta affrontando un rapido sviluppo, offre importanti opportunità in ambito dell’educazione e la cura della prima infanzia (ECEC). Si sono manifestate nuove sfide per la vita dei bambini: dalle preoccupazioni per il troppo tempo passato davanti allo schermo e all’uso improprio dei dati. Queste premesse portano alla nascita di un nuovo report dell’Ocse che illustra le opportunità e i rischi di tecnologia digitale per i bambini. Il rapporto evidenzia come l’ECEC dovrebbe utilizzare le tecnologie digitali per migliorare la qualità dei servizi e preparare i bambini a comprendere i pericoli e i benefici di queste tecnologie. É evidente come l’utilizzo di vari device tecnologici come tablet e smartphone, l’uso di internet, dei vari social media e app di messaggistica ha inciso prepotentemente nella vita dei bambini di tutto il mondo. Tra le numerose preoccupazioni legate al mondo della tecnologia troviamo danni fisici, sociali ed emotivi. Gran parte dei paesi punta in particolar modo sulla promozione di un uso sicuro e responsabile di tecnologie nelle strutture ECEC, anziché sull’adozione di approcci restrittivi all’uso dei dispositivi digitali da parte dei più giovani. La maggior parte delle iniziative sono inoltre rivolte ai genitori e non agli operatori dell’ECEC e meno della metà degli intervistati dall’Ocse attualmente valuta l’uso delle tecnologie digitali nelle strutture ECEC come parte dei loro indicatori di monitoraggio della qualità del proprio operato. Purtroppo in molti paesi mancano organi di controllo con responsabilità specifiche in ambito di sicurezza digitale per bambini. Il divario digitale tra i bambini può essere gestito fin dalla più tenera età. L’OCSE sottolinea come i bambini meno fortunati hanno meno probabilità di intraprendere un percorso lavorativo con un forte impatto tecnologico rispetto ai bambini più avvantaggiati. Colmare questo divario diventa una priorità in molti paesi. Circa la metà degli intervistati ha dichiarato che il proprio paese non ha ancora obiettivi specifici per lo sviluppo precoce dell’alfabetizzazione digitale. In Italia la situazione non è delle migliori, infatti i bambini si approcciano alla tecnologia un po’ più tardi rispetto alla maggior parte dei Paesi del Nord Europa. Inoltre non abbiamo politiche di sensibilizzazione degli operatori digitali nei confronti dei bambini mentre abbiamo norme per la tutela della privacy dei minori in ambienti digitali. L’Italia non è particolarmente avanti nella formazione dei docenti in campo digitale non prevedendo obblighi formativi ma solo indicazioni generali. Ad ogni modo il nostro Paese ha lanciato la piattaforma Scuola futura nell’ambito del Piano nazionale per la ripresa e la resilienza sulla scia della pandemia di COVID-19, offrendo al personale docente di tutti i livelli di istruzione l’opportunità di adattarsi alla trasformazione digitale attraverso la formazione. L’Italia è molto indietro anche per nella comunicazione con le famiglie attraverso le tecnologie digitali nei contesti di educazione e cura della prima infanzia.

Fonte: https://www.quotidianosanita.it/

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