INSTALLAZIONI, PERFORMANCE E VIDEO INTERROGANO IL DIGITALE E IL SUO CARATTERE INGANNEVOLE, METTENDO IN DISCUSSIONE NON SOLO IL RUOLO DELL’ARTE MA ANCHE LA SUA FRUIZIONE
Nel corso degli anni abbiamo visto quanto i supporti digitali abbiano invaso – letteralmente ‒ogni ambito della nostra vita, modificando non solo la nostra esistenza ma alterando la percezione di tempo e di spazio. Questi ultimi, “piegandosi su sé stessi, sono diventati uno schermo”, così scrive il curatore Porter Ducrist nel testo critico che accompagna la mostra Broken Screen, visibile presso Spazio IN SITU a Roma, “una superficie all’interno della quale immergersi e aprire una quantità di finestre verso un presunto futuro”. La parola “presunto” non è stata scelta a caso dal curatore, il quale intende aprire diversi quesiti sul digitale e sull’attuale stato dell’arte. Arte che diventa “sempre più immersiva” e che amplifica “le interazioni con il pubblico, seguendo l’andamento della società”. Sempre più ‘spettacolare’, insomma.
Fonte: artribune.com












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