Includere l’IA nell’istruzione

17 Maggio, 2023
a cura di Associazione Fibonacci

Coltivare e guidare i cittadini digitali verso un mondo guidato dall’IA

La nuova tecnologia sviluppata dall’azienda OpenAI, ChatGPT, ha fatto capire al mondo quali siano le reali capacità di un’intelligenza digitale grazie alle sue doti di programmazione e scrittura di saggi. Questa ondata di apprezzamenti nei confronti di questa IA è arrivata al suo culmine quando i vari studenti di tutta Italia hanno iniziato ad utilizzarla in ambito accademico facilitando lo svolgimento degli esercizi assegnatogli. Nonostante questo incredibile strumento abbia infatuato chiunque si sia imbattuto in esso, va detto che non è privo di difetti, infatti in alcuni campi scientifici risulta carente. Alcuni lo hanno usato per potenziare la propria istruzione e avviare nuovi progetti, mentre altri lo hanno impiegato per compiti amministrativi. Purtroppo, l’abuso ha portato al previsto intervento restrittivo, con le scuole che hanno vietato l’uso di ChatGPT in classe per prevenire l’inganno accademico.

La domanda che sorge spontanea è: “Dovrebbe esserci un divieto assoluto verso questo strumento?”

Per rispondere è necessario fare un parallelismo con le calcolatrici che usiamo per fare calcoli in modo rapido. Infatti, nonostante questo comodo strumento agli studenti viene insegnata l’aritmetica di base. Quindi di conseguenza le IA come ChatGPT dovrebbero essere usate allo stesso modo, ossia come uno strumento di potenziamento e non sostitutivo. L’obiettivo primario dell’istruzione è quello di coltivare negli studenti un processo di pensiero solido, critico e creativo, per non parlare della capacità di risolvere i problemi e comunicare in maniera efficace, abilità che l’IA da sola non può replicare.

Nonostante questi limiti gli studenti devono familiarizzare e utilizzare questo nuovo strumento in modo efficace. Quindi, anziché vietare gli strumenti di IA, le scuole dovrebbero accoglierli, integrandoli nel curriculum e insegnando agli studenti un utilizzo responsabile ed etico. Le scuole potrebbero, e dovrebbero, stabilire linee guida per un uso appropriato, promuovendo l’integrità, creatività e collaborazione. Gli educatori dovrebbero essere formati per aiutare gli studenti a utilizzare gli strumenti di IA. Inoltre, bisognerebbe cogliere questa opportunità per imprimere nei giovani nuove competenze riguardo l’alfabetizzazione digitale. Questo tipo di approccio garantisce un uso responsabile dell’IA promuovendo un pensiero critico.

Responsabilizzare gli studenti affinché prendano decisioni informate e si assumano la responsabilità del loro apprendimento permette loro di crescere, con l’IA che funge da potente strumento anziché come sostituto dell’ingegno umano.

Abbracciando l’IA nell’istruzione, coltiviamo cittadini digitali responsabili che utilizzano la tecnologia per amplificare il potenziale umano. Attraverso questo approccio, ci assicuriamo che l’IA diventi un facilitatore, portandoci verso un futuro in cui l’ingegno umano e l’IA possano coesistere armoniosamente.

Fonte: https://www.ultimometro.it/

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