Il prossimo 15 settembre, il percorso formativo “Progettare in Italia per una Cittadinanza Globale” prosegue con la tappa di Milano. Il corso si propone di approfondire in maniera strutturata e partecipata le opportunità offerte dai fondi europei, favorendo una cittadinanza attiva, consapevole e pienamente coinvolta nei processi di sviluppo territoriale.
Il Decennio Digitale europeo rappresenta una delle strategie più ambiziose dell’Unione europea, volta a garantire che cittadini, imprese e istituzioni possano beneficiare appieno delle opportunità offerte dalla trasformazione digitale. Al cuore di questa visione non ci sono soltanto le tecnologie, ma soprattutto le persone: la capacità di acquisire e utilizzare le competenze digitali diventa infatti il presupposto fondamentale per una crescita inclusiva, sostenibile e competitiva. Gli europei dispongono davvero delle competenze digitali necessarie per prosperare?
L’accesso alle tecnologie, infatti, perde gran parte del suo valore se non accompagnato dall’abilità di sfruttarle in modo efficace e consapevole. L’alfabetizzazione digitale è oggi indispensabile per accedere ai servizi, partecipare pienamente alla vita civica, migliorare le prospettive occupazionali e intraprendere percorsi di apprendimento permanente.
Uno degli indicatori chiave del programma del Decennio Digitale prevede che, entro il 2030, l’80% dei cittadini europei tra i 16 e i 74 anni possieda competenze digitali di base: capacità di reperire informazioni, comunicare, creare contenuti semplici, navigare online in sicurezza e risolvere problemi tecnici elementari. Tuttavia, al 2023 solo il 55,6% della popolazione soddisfa tale parametro. Le proiezioni, se le tendenze attuali non muteranno, indicano che nel 2030 lo scarto sarà ancora superiore a 20 punti percentuali, con un rischio elevato di esclusione digitale.
Parallelamente, l’Unione europea mira a rafforzare la presenza di specialisti ICT. L’obiettivo è raggiungere almeno 20 milioni di professionisti del settore entro il 2030. Eppure, i dati del 2023 mostrano che nell’UE sono occupati in questi ruoli solo 9,8 milioni di persone, con stime che, mantenendo il ritmo attuale, arrivano a 12,2 milioni nel 2030: ben lontani dal traguardo fissato.
Nonostante i progressi compiuti, i due principali indicatori rivelano un percorso ancora complesso. La lentezza nella diffusione delle competenze di base rischia di escludere ampie fasce della popolazione dall’accesso ai servizi e alle opportunità lavorative, mentre la carenza di specialisti ICT mette a rischio la capacità competitiva e innovativa dell’Europa. Investire nelle competenze digitali non è solo una priorità sociale, ma anche una scelta strategica per rafforzare la resilienza dell’Unione e consolidarne il ruolo di leader globale nella trasformazione digitale.
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Progetto finanziato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali per l’annualità 2023 a valere sul Fondo per il finanziamento di iniziative e progetti di rilevanza nazionale ai sensi dell’art. 72 del Decreto legislativo n. 117/2017












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