Nella legge delega 33/2023, oltre alla riforma dell’assistenza per coloro che non sono autosufficienti, numerose indicazioni al governo per valorizzare gli over 65
Favorire programmi e percorsi diretti a contrastare l’isolamento e la marginalizzazione, promuovere il superamento degli ostacoli che impediscono l’esercizio fisico, favorire lo scambio e la solidarietà intergenerazionale, realizzare nuove forme di domiciliarità e di coabitazione solidale domiciliare, promuovere l’alfabetizzazione informatica e l’uso di nuove tecnologie. Lo scopo della nuova legge 33/2023 è quello di delegare al governo la riforma delle politiche a beneficio delle persone anziane per dare attuazione all’obiettivo indicato espressamente dal Pnrr, se ha come obiettivo primario gli interventi a favore degli anziani non autosufficienti – a partire dall’introduzione di una prestazione universale graduata secondo lo specifico bisogno assistenziale – prevede numerose iniziative, previste per le persone ancora in grado di provvedere a se stessi e da attuare tramite decreti emanati entro il 31 gennaio 2024. Una scelta che interesserà una platea vastissima di connazionali , dato che nel 2022 gli ultrasessantacinquenni erano più di 24 milioni. La maggior parte delle indicazioni sono contenute nell’articolo 2, relativo ai principi e criteri direttivi generali a cui dovrà attenersi il governo: indicazioni, che saranno supportate finanziariamente solo dagli attuali stanziamenti. Il tutto parte dalla cultura della salute e della prevenzione, per la quale dovranno essere previste apposite campagne informative: l’obiettivo sarà quello di favorire il mantenimento di diverse capacità, a partire da quelle fisiche, intellettive, lavorative e sociali.
Sono previsti incontri e socializzazioni degli anziani con la previsione di nuove forme di domiciliarità e coabitazione solidale domiciliare: si tratta del senior co-housing, un modello abitativo che sta prendendo piede sia in Europa che negli Stati Uniti, in cui si condividono spazi comuni e servizi. Nel testo normativo si sta pensando a forme di coabitazione con persone di età diverse (co-housing intergenerazionale), ancora non molto diffuso in Italia, caratterizzato da una varietà di strutture familiari composte da giovani coppie con figli, anziani e pensionati, famiglie monoparentali e single, legate dal fatto che vivere assieme attraverso le generazioni presenta vantaggi per tutte le età. Fondamentale sarà la valorizzazione della persona anziana e andrà favorito lo scambio e la solidarietà intergenerazionale, con l’obiettivo di far risaltare la conoscenza e la trasmissione del patrimonio culturale, linguistico e dialettale.
Fonte: https://www.ilsole24ore.com/












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