Ecco come funziona in Italia
La tassazione delle criptovalute In Italia è regolamentata dalla “Legge di Bilancio 2023”. In base alla normativa, tutti gli scambi di bitcoin e, più in generale di tutte le criptovalute, hanno lo stesso valore degli scambi finanziari. Vengono definite cripto-attività ogni forma di rappresentazione digitale di un valore, determinato attraverso una procedura di tipo elettronica e una tecnologia specifica.
La tassazione si applicherà unicamente al guadagno effettivo, che costituisce di fatto un reddito.
Diversi anni fa l’Agenzia delle entrate aveva accennato a una prima forma di regolamentazione per quanto riguarda il loro trattamento fiscale attraverso gli interpelli, in particolar modo con la circolare 72/E 2016e con la risposta n. 788/2021, avente per oggetto “detenzione di valute virtuali in digital wallet con possesso di chiavi private – obblighi di monitoraggio”.
Come si può vedere si era creata una situazione alquanto confusionaria che solo la legge sta aiutando a decifrare.
Resta da dire che, nonostante l’Italia abbia già mosso i primi passi per quanto riguarda le cripto, se affrontiamo le criticità si resta in attesa del nuovo provvedimento dell’Unione europea (MiCA).
La tassazione sulle criptovalute corrisponde al versamento di imposte sui guadagni legati alle attività che coinvolgono criptovalute come Bitcoin, Ethereum e molti altre.
Secondo la Legge di Bilancio 2023 le criptovalute rientrano, nello specifico, tra gli strumenti finanziari che producono redditi diversi.
Per questo motivo andrà applicata un’imposta sostitutiva. Ciò avviene unicamente nel caso in cui verrà generato un guadagno (capital gain).
È importante sottolineare che la tassazione non si applica al possesso, ma solo alle operazioni considerate rilevanti da un punto di vista fiscale, come ad esempio:
- Vendita (conversione delle criptovalute in monete FIAT);
- Acquisto di un bene o un servizio tramite criptovalute;
- Acquisto di NFT (non fungible token o oggetti digitali) tramite criptovalute.
La tassazione per quanto riguarda le attività delle cripto, che già da giugno del 2023 doveva tradursi nel pagamento di specifiche tasse, è stata rimandata al 30 settembre 2023.
È importante tenere traccia di ogni singola transazione e dei guadagni realizzati per assicurarsi di essere in regola con tutte le obbligazioni fiscali.
Per quanto riguarda le tasse, le criptovalute sono calcolate in base ad una imposta sostitutiva unica pari al 26%.
Le cripto attività vengono tassate di conseguenza.
L’aliquota fiscale per il reddito di lavoro autonomo varia dal 24% al 43%, a seconda del reddito complessivo.
Invece per le plusvalenze, l’aliquota dell’imposta è del 26%. Tuttavia, va detto che esistono diverse regole e agevolazioni di tipo fiscale dedicate alle criptovalute.
Per generare profitto, e quindi essere ritenute tassabili, le criptovalute dovranno aver generato una plusvalenza superiore ai 2000 euro.
Va sottolineato che le tasse da pagare sulle criptovalute dipende poi da diversi fattori:
- Trading
- Investimenti a lungo termine
- Mining
- se si opera da privati o da aziende
Come possiamo vedere la tassazione non è bassa ma chiaramente investire in cripto è equiparato ad un qualunque altro tipo di investimento, perciò le imposte da pagare sono altrettanto gravose.












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